1. RIP Mr. Jobs

    Non sono ancora le 6:30 e come ogni mattina salgo sulla Clio mettendo lo zaino nei posti dietro e l’immondizia da gettare ai piedi del lato passeggero: è in questo momento che ricordo puntualmente di acquistare dei tappetini di gomma: ho paura che una perdita nel sacco dei rifiuti possa creare un odore nauseabondo ed insopportabile. Non lo ricorderò per il resto della giornata.

    Mi aspettano 45 minuti di Pontina ed un’ora di parcheggio ozioso: faccio il consulente esterno e da quando ho cambiato cliente devo uscire presto per non restare imbottigliato sulla maledetta SS148.

    Accendo subito la radio, solitamente impiego qualche minuto a connettermi con la realtà che potremmo definire come “ehi io ho una radio”… Simone Spetia,mi gela il sangue: dalle frequenze di Radio24 odo le parole che aspettavo ma non speravo “morte di Steve Jobs”.

    Vivo 5 minuti di automatismi: cintura di sicurezza, uscire dal parcheggio del condominio di Aprilia, gettare l’immondizia, le cinture di sicurezza di nuovo, gli incroci in cui bisogna rallentare e la rotonda da prender con cautela.

    Perché mi sento così? Perché un pesante velo di tristezza mi avvolge il cuore ed ottenebra la mente? Muoiono migliaia, milioni di persone ogni giorni. Tantissime muoino per crimini violenti, ingiustizie e privazioni della libertà. Migliaia di bambini soffrono la fame, non hanno le cure mediche necessarie per una vita dignitosa ed io penso a Steve Jobs. Cribbio anche mio padre è morto di tumore… muoiono tutti.

    Non lo possiedo neanche un iMac o un MacBook, un iPhone o un iPod. Non sono uno che si crea eroi facilmente, eppure amavo il sig. Jobs.

    Il fatto è che ho una enorme stima nei confronti degli innovatori, di chi crede nei propri sogni e li trasforma un obiettivi concreti da raggiungere con fatica e tenacia. Di chi prende in mano le redini della propria vita e va  avanti senza timore, con tanta forza di volontà, come ogni giorno fosse l’ultimo giorno. Ho una grande stima in tutti quelli che io non riesco ad assomigliare, al pensiero del “Find What You Love” che il Jobs descriveva nel 2005 di fronte agli studenti della Stanford University: il nostro tempo è limitato, non sprecatelo.

    E così mi ritrovo in un parcheggio a scrivere su un Android low cost della morte di Steve Jobs, consapevole che se esiste Android è grazie a Steve Jobs. Dicono sia l’ultimo giorno giorno di un’estate che non vuol terminare, io dico che è l’ultimi giorno di un’epoca… e domani verrà il freddo.

    Cosa ci vuole per sconfiggere la noia? Cosa serve per battere questa procrastinazione ventennale? Il Davide 13enne dove è andato? La Fame e La Follia di cui Jobs decantava, dove sono andate? Le avevo, lo ricordo, le ho, le sento, ma dove sono? Elucubrando nuovamente su di me e su “un nuovo” che non arriva, un nuovo me da donare a chi mi ama ed a chi amo, da donare a me innanzitutto, mi preparo a terminare queste 4 parole per un grande innovatore, quello che ha portato prima il computer dentro le case, poi nelle tasche e nelle borse di milioni di persone..

    Penserò che anche lui, come i grandi uomini di “Atlas Shrugged” della Rand, si era stufato di reggere il mondo ed abbia deciso di rifugiarsi tra le montagne impenetrabili.

    Grazie Mr. Jobs, non per l’innovazione che ci ha dato, ma per la lezione che ci ha mostrato… Riposi in Pace.

    Stay Hungry. Stay Foolish.

    Crosspost

  2. Referendum del 12 e 13 Giugno: i miei 2 cent

    Non che debba interessarvi a tutti i costi, ma mi sono deciso a scrivere la mia circa i referendum del 12 e 13 giugno: dopo essermi approfonditamente informato in rete, sui giornali ed in televisione, credo di avere una forte opinione personale dettata dalle conoscenze acquisite durante le mie ricerche unita alle mie idee civiche, economiche, politiche e filosofiche.

    Prima di poter esprimere liberamente le mie decisioni circa il prossimo referendum, fatemi scrivere 2 cosine circa la campagna mediatica fatta dai politici e dai sostenitori del “SI” e del “NO”, e circa l’istituto referendario in genere. Intanto comiciate a ricordarvi che la mela è il primo frutto che metto nella mia macedonia e ricordatevi tutti i frutti che inserirò nel testo: alla fine vi spiego.

    Se avete voglia di informavi ma non avete tempo per farlo, una buona guida super partes è quella che trovate su “Il Post” a cura di Francesco Costa.

    Il referendum: la cagata della democrazia diretta.

    La democrazia diretta è il cavallo di battaglia dei populisti, quel magma transpartitico che comprende i fascisti rossi, i comunisti neri, sana retorica DC/CL, una larga fetta della “Padania libera”, i squaglia streghe DiPietristii e la ciliegina sulla torta: i grillini!!!

    Questo coacervo di persone, con spesso idee di fondo molto differenti, credono che la democrazia debba essere fatta da individui che innazittutto non leggono i programmi politici, che spesso non hanno conscenze giuridiche, scientifiche, tecniche ed economiche, sono alla ricerca di una entità superiore, che sia lo stato o la padania, che gli pulisca anche il sedere, sono armati di odio, rabbia e frustrazione, odio, rabbia e frustrazione causati dalla loro stessa mediocrità ed irrazionalità, odio, rabbia e frustrazione che i politici usano furbescamente seduti comodi nelle loro poltrone di vitello fumando sigari cubani.

    Tanto per essere schematici: ma voi lo fareste scrivere il programma di matematica della scuola dell’obbligo ad un contadino analfabeta della Brianza? Ok, non è il momento di parlare di Borghezio.

    Per andare a votare questo referendum bisogna avere la sana pazienza di informarsi, di fermarsi a mangiare una mela, studiare 2 minuti ed una mente abbastanza aperta che ci faccia cambiare idea una volta che l’informazione è stata inglobata nelle nostre opinioni personali se abbiamo capito che avevamo una posizione sbagliata.

    I Sostenitori del “SI”: il caimano mangia tutto

    Con Berlusconi avete rotto: siete i maggiori responsabili delle vittorie del centrodestra degli ultimi 20 anni. Ne parlate così tanto che non avete più idee, non avete alternative, basate le vostre campagne sull’anti e sul “NO”, che solo per pura ironia, in questo caso è “SI”. Disfattisti ed antimoderni, senza nessuna valida alternativa economica o scientifica che sia.

    Credete che l’esito di questo referendum significhi la fine di Berlusconi e del Centro-Destra, ma è un baratto fatto con la pelle degli Italiani.

    Tanto per indicare una delle bufale più eclatanti, avete parlato di privatizzazione dell’acqua e non è vero, l’acqua non verrà privatizzata: come dice l’art. 15 del Decreto Ronchi che parla di “piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche”. Vi divertite a mostrare l’esempio di come Parigi sia tornata ad una gestione del servizio idrico tramite una società pubblica, ma poi scordate che nella stessa Parigi la manutenzione della rete è rimasta in mano ai privati, come sia ottima la gestione misto pubblico-privato di Berlino o quella totalmente privata di Londra… Anche a Cuba la società è misto pubblico - privato… a Cuba cazzo.

    I Sostenitori del “NO” che idealizzano l’astensione

    Sono passati poco più di 65 anni dalla liberazione di questa nazione da una dittatura schifosa, crudele, razzista, sessista e meschina, e voi scordate lo spirito base della democrazia? Che un elettore, un individio qualsiasi goloso di melone, scelga di non andare ha votare è leggittimo, che venga spinto con discorsi retorici, con l’ennesimo richiamo calcistico “noi contro loro”, dai comunisti mangia bambini è di bassa levatura. Sembrate Di Pietro, tanto per offendervi pesantemente.

    Invece di parlare dei casi rappresentativi che esistono in Europa, invece di far notare che la privatizzazione della gestione idrica dell’acqua è anche fortemente raccomandata dall’OCSE, invece di parlare dei problemi riscontrati sul territorio italiano sia per la gestione privata, ed enunciarne le possibili soluzioni, sia per la gestione pubblica, vi siete fossilizzati contro un muro di “niente”.

    È giocar sporco.

    Cosa voto

    Lungi da me l’intenzione di voler far cambiare idea a qualcuno: chi la pensa diversamente da me non è sbagliato, minorato, malfidato, interessato, come spesso io vengo additato da una precisa corrente ideologica, come spiegavo sopra, facile da collocare oggi come 500 anni fa quando urlava “Bruciamo la strega!”, e guardate che è transpartitica…

    Comunque vi consiglio sempre di leggere questa “Guida ai referendum abrogativi perché fino ad ora non ho trovato un sostenitore del ““SI” che avesse letto il decreto Ronchi.

    Calmiamoci, mangiamo del cocco e consieriamo che c’è tantissima disinformazione circa il referendum: ognuno deve e può esprimere le proprie idee attraverso un referendum, ma prima di tutto viene sempre la verità… lo spirito critico e razionale che mi contraddistingue da anni, mi porta a questo facilmente.

    Acqua

    Per il primo quesito sull’acqua voterò “NO”: perché votando SI verrà abolito il decreto Ronchi che creerà un vuoto normativo rimpiazzato dalle regolamentazione europee che non escludono affatto l’inglesso di privati nell’acqua:

    “Se vince il “SI”, a detta delle sentenze 24 e 25 del 12/1/11 della Corte Costituzionale, il vuoto normativo lasciato dalla legge Ronchi dovrà essere sostituito dall’applicazione generalizzata del principio della gara ad evidenza pubblica, pena il mancato rispetto delle norme europee. Ricordiamo che la legge Ronchi integra nella legge italiana le normative suggerite dall’Unione Europea (tuttavia non necessariamente vincolanti), le quali raccomandano che l’affidamento a privati con gara sia la pratica di uso comune. Le norme UE hanno importanza maggiore rispetto alle leggi ordinarie italiane, come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale N.183 del 1973, in applicazione dell’articolo 11 della Costituzione. Uno dei quesiti referendari proposti, quello che prevedeva il divieto totale di affidamento ai privati, è stato infatti ritenuto inammissibile dalla Corte Costituzionale per inutilità, in quanto la vittoria del sì avrebbe riportato in vigore la normativa europea, che prevede l’affidamento con gara pubblica”.

    Poi mi sono stufato di veder utilizzati i carrozzoni pubblici come merce di scambio “Voto = Posto di lavoro”.

    Per il secondo quesito sull’acqua voterò “NO”: perché il privato, una volta immerso in poche ma sane regole di competitività, avrà sicuramente una parte fondamentale nell’innovazione del servizio idrico: ad esempio l’applicazione della regola Profitti per investimenti. Se vince il “SI” impossibile fare profitti sulla gestione, quindi i privati scapperanno, quindi gli ATO, o chi per loro, dovranno riacquistare le Municipalizzate che diverranno nuovamente terreno per le clientele: e come investiamo 40/60 Miliardi di Euro nei prossimi 20/30 anni per innovare la rete idrica? Dando il posto di lavoro all’amico di? Al fratello di? Alla moglie di? Aumentiamo le tasse? Ancora? Poi non diciamo che le imprese italiane vanno in Cina, che quelle straniere non investono in Italia e che c’è troppa disoccupazione ed i giovani restano a casa a mangiarsi le ciliegie.

    L’Acqua è un bene prezioso, forse il più prezioso, e lo vogliamo svendere a due lire? Per lavare la macchina in giardino con litri e litri di acqua? Per annaffiare un’aiuola di un metro quadrato? L’acqua deve costare di più altrimenti gli sprechi non cesseranno mai e senza profitto niente investimenti, senza investimenti niente innovazione. E più la utilizzi più la devi pagar caro, al contrario, più sei parsimonioso meno la devi pagare.

    Per farmi un idea circa cosa votare sui questiti dell’acqua ho utilizzato le seguenti fonti.

    Nucleare

    Premetto che questo referendum è vuolto, finto, inutile, come vi piace chiamarlo… non è niente. Perché faccio queste affermazioni? Perché il governo con una mossa furba, poco elegante e che mi lascia molti dubbi sulla leggittimità della stessa, ha abrogato le due norme oggetto del referendum. La corte di cassazione ha deciso di tenere lo stesso il referendum ed ha riscritto la domanda: praticamente ora si vota se volete che vengas utilizzata (NO) o non utilizzata “(SI)” la “Strategia energetica nazionale” del 2008?

    Non significa addio al Nucleare: se Di Pietro, facciamo i dovuti scongiuri, diventasse Presidente del Consiglio e decidesse una nuova “Strategia energetica nazionale” con le Centrali Nucleari, sarebbe liberissimo di farlo. Ed, udite udite, sarebbe democratico, leggittimo e costituzionale, tanto per evitare da subito certi slogan. Ho una grande voglia di fragole.

    Comunque io voterò “NO”: la situazione acerba circa la ricerca sulle rinnovabili, che comunque voglio e sostengo, i paletti del Protocollo di Kyoto sull’uso dei combustibli fossili, che comuque sono sul viale del tramonto, mi spinge per logicità a scegliere il nucleare. Non vedo perché dovrei rinunciarvi: un deposito per le scorie dobbiamo costruirlo comunque per quelle che abbiamo. Le nazioni vicine hanno tutte impianti nucleari, quindi anche noi saremmo comunque coinvolti in un probabile incidente. I gravi incidenti sono accaduti per eventi particolramente catastrofici quanto statisticamente irrilevanti o perché le centrali erano sotto il controllo di violente dittature. Perché preferisco acquistare compbustibile nucleare dall’Australia piuttosto che Gas e Petrolio da Putin e dai fondamentalisti Islamici.

    Perché voto con la testa, valutando pro e contro di ogni energia, e non con la pancia come si fece con Chernobyl o come si vuole fare ora con Fukushima.

    Ammetto di avere numerosi dubbi sugli effettivi costi pubblici nella costruzione delle centrali nucleari, cosa che difficilmente sono riuscito a capire sul web, ma mi infastidiscono tantissimo anche gli incetivi statali per le rinnovabili, anzi propongo un referendum per formulare un disegno di legge: gli incentivi alle rinnovabili devono essere solo fiscali, ammortamento dell’impianto quinquiennale/decennale su quanto debbo pagare al fisco, unito ad un bonus sulle tasse ogni tot. energia prodotta. Ma Verdini non vi ha insegnato nulla? Ma non vi fanno schifo i campi tolti all’agricoltura per fare i “Parchi Solari”? Ma se i soldi per gli incentivi statali alle rinnovabili venivano utilizzati per fare ricerca sul fotovoltaico? Non era meglio? Tra 100 anni forse sarebbe tornata utile! E il debito pubblico era sano e salvo.

    Rimanendo sulle rinnovabili, invece del fotovoltaico io punto su Geotermia di ultima generazione, Come Google, oppure sull’eolico di alta quota piuttosto come KiteGen o Twind. Il fotovoltaico potrà, anzi sicuramente avrà, un ruolo fondamentale tra 50/100 anni.

    Comuque è in gioco la ricerca Nucleare: i nostri ingegneri e fisici, che costruiscono centrali nucleari da oltre mezzo secolo, devono lavorare e ricercare per il nostro paese, non migliorare le condizini di vita delle altre nazioni. Voglio il Rubbiatron nella mia nazione perché ho uno dei migliori fisici del mondo. Poi stiamo parlando del piano piano energetico di uno dei paesi del G8, la cui economia non è prosperosa e che oltre la mal organizzazione interna dovrà farsi valere nel confronto con nuove realtà economiche come India, Cina, Brasile, Russia: nucleare voto “NO”, quindi favorevole.

    Per la mia scelta mi ha convinto:

    Leggittimo impedimento

    Altro quesito inutile: le modifiche effettuate al leggittimo impedimento dalla corte costituzionale nel gennaio passato, stabiliscono che è il giudice a decidere che gli impegni del Presidente del Consiglio o dei Ministri sono d’impedimento all’udienza: quindi Berlusconi e Gang al seguito già potrebbero essere trattati come qualsiasi cittadino.

    La mia posizione: secondo me la magistratura in Italia è una cagata pazzesca: politicizzata e deviata. Certo fare di tutta l’erba un fascio è ancora peggio, però una parte della magistratura di questo paese la vedo bene con Putin. Ancora ricordo l’avviso di Garanzia a Berlusconi in diretta televisiva mondiale. L’idio nei confronti di Berlusconi ha fatto fare una figura pessima a tutta la nazione. Che cagata pazzesca, considerando poi che è tutto finito a tarallucci e vino, vino di uva ricorda. Quindi, normalmente, direi che un presidente del Consiglio, votato dalla maggior parte delle persone di una nazione, deve poter governare tranquillamente: è una questione importante per le sorti di tutto un paese.

    Questo “Leggittimo impedimento” è invece tagliato e creato apposta per questo governo: per Berlusca e per i suoi amici ministri… veramente “ad personam”. Voto “SI”

    Per scegliere circa questo questito ho letto come era la legge prima e dopo l’intervento della cassazione.

    Se avete qualcosa da dirmi circa quanto scritto, gentilmente commentate il post, oppure su Facebook, twitter o per email, ma prima inserite i frutti che ho messo la macedonia: così capirò se avete veramente letto tutto e siete degni di considerazione.

    Questo è quanto

    Le mie decisioni sono state lunghe e ben studiate, quest post invece è stato scritto di getto: non fate i GrammarNazi che è inutile e poco costruttivo.

    Tutto qui, perché non mi piace dire “Perché SI”, “Perché NO”, ma voglio sempre dare una motivazione alle mie decisioni. Ricordatevi: informatevi prima di decidere, ma decidete per il bene del vostro paese, una bene per la razionalità… Una vita felice a tutti.

  3. 6 Maggio 2011

    Rebloggato da
    tburaku

    Il cibo è un bene primario. Il supermercato sotto casa ci lucra. Io sono perfettamente contento che lo faccia, altrimenti non potrei mangiare. Senza lucro non c’è produzione efficiente, e dunque c’è povertà e miseria. L’argomento, dunque non è valido, si tratta di moralismo.

    L’argomento valido sarebbe chiedersi se nel caso dell’acqua i benefici normalmente validi per altri beni come il cibo si riproporrebbero. Ad esempio, potrebbe darsi che la fornitura dell’acqua sia un servizio soggetto ad esternalità positive, e dunque richieda istituzioni speciali per essere fornito, e non possa essere lasciato al mercato standard. Parlo di istituzioni speciali, e non pubbliche, perché di norma il pubblico non è in grado di risolvere il problema, e non tutte le istituzioni private sono mercati puri.

    Questo argomento potrebbe essere valido, e anzi credo che possa essere buono. Ma nessuno lo fa, perché è argomentativamente complicato: conviene fare moralismi.

    Poi c’è da chiedersi cosa dica il referendum, e cosa dica la riforma su cui si vota il referendum. Questo non lo so io, e immagino non lo sappia nessuno di quelli che si attiva contro la “privatizzazione”, visto che è improbabile che si tratti di questo. Ma, si sa, in democrazia si vota su ciò che non si sa.

    Parrebbe che la “privatizzazione” non esista, infatti, e sia un’invenzione propagandistica dei comitati contrari alla legge. Io non so se sono contrario o meno, non ho letto nulla in materia.

    — 

    (Fonte: tburaku)

  4. La tua volontà non conta un cazzo

    Approvato al Senato, il testamento biologico è in discussione alla Camera. I punti fermi alla base del testo voluto dalla maggioranza sono il divieto di ogni forma di eutanasia e assistenza al suicidio. L’unica novità è l’introduzione di un comma relativo al diritto, per i malati terminali o in condizione di morte prevista, a essere assistiti «attraverso una adeguata terapia del dolore». Ma deciderà sempre chi ci avrà in cura, anche se il testo prevede la dichiarazione anticipata di trattamento «in previsione di un’eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere». Di fatto, carta straccia.

    Conta la volontà del medico, non quella del paziente

    Testamento biologico comparato. In Germania la Corte suprema federale ha stabilito la legittimità della volontà preventiva espressa dal paziente. Principio stabilito anche dalla legge 41 in Spagna e dalla 370 in Francia. In Olanda esiste persino la legge per il controllo di interruzione della vita su richiesta e assistenza al suicidio che esclude la punibilità del medico che abbia provocato la morte del malato consenziente o ne abbia assistito il suicidio.

    Nel resto d’Europa conta la volontà del malato

  5. Barnaba » Blog Archive » Capezzone non esiste →

    Doabbiamo dirlo: a Capezzone stanno imponendo una iniqua e dolorosissima gavetta. L’ex segretario di Radicali italiani in effetti è rimasto l’unico a non aver incassato una nomina di consolazione per la sua migrazione alla corte di Silvio Berlusconi. E sì che il colpo per la sua immagine è stato durissimo: perché del volo da uomo “notaliban-novatican” a portaeco del Pdl l’unico tratto apprezzabile è quello dello spericolato gesto atletico. E invece niente nomina in Parlamento e niente poltrona da sottosegretario. Per di più il nome di Capezzone non circola neanche a proposito del prossimo rimpasto dedicato ai Responsabili. Presso di me prende sempre più sostanza l’idea che Berlusconi non sappia neanche della sua esistenza, il che di fatto equivale proprio a non esistere.

  6. Italy's Mediaset sends 3D content over terrestrial connection, isn't actually broadcasting 3D TV -- Engadget →

    The innovation here is in the utilization of spare airwaves to basically trickle a movie into your Motive Bestv STB — we know, it’s an irrelevancy to most of you cable- and internet-connected media mavens, but it’s one way to deliver 3D content to less technologically developed nations.

    Per capire meglio

  7. Addio a Pietro Ferrero, industria in lutto - Il Sole 24 ORE →

  8. È da quando hanno cominciato a diffondersi le notizie sullo stato dei reattori nucleari giapponesi dopo il terremoto che provo a scrivere qualcosa in merito. Ma è difficile. Sono troppo consapevole che appena si parla di nucleare si entra in un campo in cui si ragiona di pancia, più che di testa, e in cui meno si sa più si hanno certezze. Purtroppo, invece, questo è un argomento in cui è quasi impossibile semplificare senza che vada perso qualcosa di essenziale. C’è la fisica, ci sono gli aspetti ingegneristici, c’è la questione della gestione dei rifiuti, ci sono le considerazioni economiche, gli aspetti medici. Cose per un trattato, non per un post. Detto questo, visto che comunque avevo cominciato a mettere giù un po’ di informazioni, le pubblico qui, sperando che possano aiutare a capire meglio quello che si sente in giro in questi giorni. Ma chi vuole veramente capire qualcosa in materia e farsi un’opinione — senza ripetere a pappagallo cose dette da altri — deve studiare seriamente: non ci sono scorciatoie. Due avvertenze. La prima: questo post potrebbe subire qualche editing, visto che la situazione è in evoluzione. La seconda: se trasformate i commenti in un forum pro/contro nucleare, li chiudo.

    — Keplero: Un po’ di cose che so sulle centrali nucleari

  9. Auguri a tutte le donne

    Contro la misoginia ed il maschilismo

    Per la parità dei diritti e dei doveri.

    Che le loro richieste non diventino privilegi

  10. Alcuni valori come l’individualismo, l’amore libero, la forzatura della legge in nome di una rivoluzione, sono stati un tempo associati alla sinistra. Ma sono stati assunti dalla destra che negli ultimi trent’anni li ha trasformati in concetti pratici e utilitaristici. Alcuni concetti pratici come mercato, merito, stato di diritto, sono stati spesso considerati di destra. E sono stati assunti dalla sinistra, proprio negli ultimi trent’anni, che li ha trasformati in elementi di un sistema di valori e in un’etica che spesso si confonde con un’ideologia. Nell’utilitarismo pragmatico ogni valore si trasforma in uno strumento destinato a servire per scopi immediati e vagamente animaleschi. Quando prevale l’ideologia ogni strumento si trasforma in una dichiarazione di principio destinata a fossilizzarsi. L’innovazione della quale c’è bisogno è diversa da tutto questo. Non ha paura di cambiare la legge, anche spingendola con ogni mezzo a cambiare, ma non ha questo come scopo: e in ogni caso se è frutto di un processo costituzionale democratico in un contesto che salvaguarda le minoranze, il cambiamento legislativo è il fisiologico sistema con il quale la società si adatta alle trasformazioni del contesto. Altri temi hanno bisogno di un riequilibrio: come se dovessimo digerire i cambiamenti passati. Il tema dell’individualismo e della riconnessione sociale, il mercato e le regole che lo salvaguardano (soprattutto dal capitalismo monopolista), la laicità che bilancia con il rispetto la libertà di esprimere credenze diverse, sono temi da riqualificare in rapporto a un recupero di cultura e di terreno intellettuale comune. Destra e sinistra non possono continuare in una involuzione che li porta a essere sistemi totalizzanti e infinitamente contrapposti: dovrebbero evolvere in interpretazioni diverse di un obiettivo comune, cioè la pacifica convivenza di una società che impara, si sa adattare e sa evolvere di fronte alle trasformazioni del mondo. Questo è il senso, tra l’altro, dell’alternanza: perché una volta al potere un’idea non diventi privilegio, ma sia costretta a migliorarsi costantemente. Le cose stanno andando invece piuttosto diversamente. Ma, poiché andando in questo modo non funzionano, la tendenza potrebbe cambiare. Imho.

    — Antropologia decadente di destra e sinistra - Luca De Biase