Cara Conchita, ciao, sono il Monicelli, sono l’anima de li mortacci tua, sono il Mario, quello hai evocato nel tuo editoriale sull’Unità che hai titolato «Caro Mario» per scassarmi i coglioni - scusami - anche da morto: sono qui in Purgatorio che sbrigo scartoffie (stavo per entrare in Paradiso, ma la Binetti e la Roccella hanno fatto ricorso) e voglio dirti che no, ascolta, la devi piantare di associarmi a ’sti giovinastri che occupano stazioni e autostrade spaccano vetrine e rovesciano autoblindi, tu non l’hai letta la mia ultima intervista che ho rilasciato per il libro «Gioventù sprecata» nel giugno scorso: dico che oggi i giovani sono «disinteressati a tutto, gran mammoni viziati, isolati, adagiati sul consumismo, senza interessi, senza il coraggio di dire niente, incapaci di avere qualcosa da dire in contrasto con gli altri». E tu mi associ a ’sti pecoroni con lo zainetto firmato, a me che di sinistra lo fui davvero, a me che Benigni mi sta qua, a me che sdoganai l’Alberto Sordi che voi morettiani avete snobbato esattamente come Totò e Pietro Germi, a me che già nel ’77 vi spiegai tutto di quel «Borghese piccolo piccolo» che non vi votava e non vi vota, a me che l’odiato maschilismo l’ho fatto trionfare in «Amici miei», a me che devo pure leggermi i tuoi editoriali, adesso, in cui spieghi che terapia tapioco come se fosse Antani. A me: che io so’ io, e voi siete Conchita.c — Amici suoi - filippo facci, libero, conchita, monicelli, sordi, benigni - Libero-News.it
Più potente dell’Opus Dei, più efficiente della massoneria, più «connessa» di Confindustria: la lobby del terzo millennio, un network di potere che sta conquistando crescenti posizioni in Italia e all’estero — Comunione e Liberazione, tra fondamentalismo e affari si lavora al dopo-Silvio
Terzigno capitale dell’Inps. Nel paese anti-discarica il 40% dei redditi arriva dall’ente di previdenza — Terzigno capitale dell’Inps. Nel paese anti-discarica il 40% dei redditi arriva dall’ente di previdenza - Il Sole 24 ORE
So di parlare a titolo personale, ma dire che sono stufo non rende neppure l’idea. Non si può campare pensando sempre che gli altri sono peggio, che i giudici sono comunisti e che Fini è un traditore: anche se ci fosse del vero in tutto quanto. Non si può passar la vita a difendere il privato di Berlusconi se poi Berlusconi non fa niente per difendere dal suo privato noi, cittadini o giornalisti che perdiamo intere stagioni a discutere delle sue mutande: e questo solo perché lui ha sottovalutato dei rischi o perché deve affermare qualche principio. Berlusconi sarà anche un genio, ma i suoi casini impediscono di dimostrarlo e fanno perdere un sacco di tempo al Paese: e parlo di casini autoprocurati, non di complotti dei poteri forti. Se di notte il Premier non telefona a Obama ma a Nicole Minetti, e se la liberazione di una cubista marocchina è divenuta la missione più rilevante della nostra politica estera, la colpa non è mia. Se il Lodo Alfano serve a guadagnare tempo e a non farlo perdere al Paese, e però per farlo ci vogliono tre anni, la colpa non è mia. Se dietro Berlusconi non c’è un partito ma c’è solo lui, oltre a una serie di soldatini imbarazzanti, la colpa forse è addirittura sua. Non ho capito se alle famiglie italiane arriverà davvero un opuscolo su quanto realizzato dal governo negli ultimi due anni, ma credo che i prossimi due anni alle famiglie italiane interessino addirittura di più. Ci facciano, anzi, ci faccia sapere. — C’era un governo - Facci - Libero-News.it
30 anni possono bastare « Italia2013 -
i Miei 2 Cent:
Da “Non Berlusconiano” convinto affermo che questo documento è la prova tangibile che il paese non cambierà mai, legato a politiche di assistenzialismo che nuociono a quello che voi chiamate merito.
Magari averlo avuto veramente Reagan o la Thatcher invece abbiamo un caudillo sudamericano ignorante e populista. Nichi vendola è il marchio di fabbrica che indica a chiare lettere “In questo paese non cambia un cavolo”
Il merito, quello vero basato su una politica che premia il più intelligente, il più bravo, il più veloce, quello che ha più idee, che guadagna di più, che inventa di più, che brevetta di più, cozza profondamente con le logiche di uguaglianza e mutualismo che propugnate.
Un mondo basato sul bisogno altrui, un mondo basato su una dittatura etica che non permette di poter scegliere è un mondo che non conosce anche la parola libertà che spesso sbandierate.
Un mondo che parla di “organizzazione collettiva” e scorda “l’Individuo” è un mondo che nega l’esistenza di idee diverse dalla propria, un mondo che non si mette mai in discussione e che fonda le proprie fondamenta sul dogmatismo e sulle ideologie.
Le riforme servono alla parte più debole del paese a capire che non è poi così debole e come sono riusciti in tanti, anche loro possono svegliarsi la mattina ed andare a lavorare invece di attendere la carità di mamma stato pronta a pulire il sederino.
1) La mano pubblica su ogni attività è il peggiore incubo stalinista che possa uscire da mente umana, è da qui che già si evince che il merito lo si vuole buttare nel secchio. Posto fisso a chi è fisso sulla sedia senza combinare nulla: tanto nessuno mi tocca ed ho il mio sindacato del Deutsche Arbeiter Front che mi para il sederino perché faccio parte del partito, ma poi non fate un nuovo documento quando saremo costretti ad emigrare in Romania per lavorare.
2) Pura fantascienza ed evidente ignoranza scientifica… prababilmente investire in ricerca è diventato fondamentale visto i svarioni ideologici senza alcun fondamento scientifico che possano scaturire dal punto 2: investire in ricerca di rinnovabili è fondamentale, ma in previsione futura, oggi senza Inceneritori e Turbogas saremo nella cacca fino al collo. Togliere innanzittuto gli incentivi per chi passa alle rinnovabili: non vedo perché chi paga regolarmente la bolletta ogni mese, ed anche le tasse, deve vedere le proprie tasse regalate a chi sceglie un pannello solare; Slow food è il tipo di politica che premia il poco, quella che farebbe di morire di fame il terzo mondo. L’italia era negli anni ‘80 uno dei fiori all’occhiello nella ricerca degli OGM, OGM che oggi vengono definiti con i peggiori termini possibili da persone che non sanno neanche cosa sia un OGM (vedi anche). L’ignoranza porta sempre fondamentalismo;
3) Abbassiamo le tasse e vedrete come si abbattono da soli i paradisi fiscali: lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno senza andare in pensione… e dare il 50% allo stato che regala i soldi a chi si gratta il culo dalla mattina alla sera, ai cassaintegrati che fanno il doppio lavoro in nero, al dipendente statale che chatta su Facebook e che non riempie una buca delle tante buche che si creano di continuo sul manto stradale. Viva gli evasori: sono eroi in uno stato del genere. Poi non si capisce perché chi più è bravo, più crea innovazione, più crea sviluppo, più crea occupazione… ergo guadagna di più deve essere tassato di più! Come se tutte le cose elencate siano una colpa.
4) Condivisibile al 100% il fatto che le donne sono uguali all’uomo e che quindi devono avere la possibilità di occupare i posti che hanno gli uomini… se li meritano: “le quote rosa”, sono il chiaro esempio di come le parole “mutualità”, “etica”, “bisogno” negano diritti fondamentali dell’uomo. Se io sono migliore di una donna non vedo perché deve occupare il mio posto di lavoro “per legge”.
Bisogna capire che nessuno può decidere per nessuno “questa è la libertà”. Se due omosessuali vogliono sposarsi tra di loro ed avere dei figli, adottandoli, devono farlo perché un eterosessuale non può decidere la vita altrui. Se una persona, con la piena capacità di intendere e di volere, volesse decidere di poter porre fine alla sua vita in caso di grave incidente o coma profondo, questa deve essere libera di poterlo fare. Così se unda donna vuole mercificare il proprio corpo per propria scelta personale, per autodeterminazione, deve poter essere libera di farlo… abbasso tutte le censure moraliste.
5) Le mafie sono le prime cose che scompaiono nel vuoto quando rendi una nazione libera veramente in primo luogo dall’assistenzialismo statale.
Controproposte
1) Togliamo lo stato da ogni funzione e lasciamoli solo il controllo della sicurezza interna ed esterna. Facciamo rientrare i soldati e limitiamo la nostra presenza a solo interventi di spionaggio anti-terrorismo interno,
2) Promuoviamo la ricerca e l’istruzione, pubblica o privata che sia, abbassando drasticamente le tasse per la stessa: 5% per chi fa ricerca. Nel contempo organizziamo nuovi poli universitari privati che, come si può facilmente evincere, sono il cuore del sapere mondiale, da dove sono usciti il 90% dei primi nobel, molti dei quali nati poveri vorrei sottolineare, ma promuovendo il merito, hanno libero accesso per le grandi menti del mondo.
3) Tasse al 20% per le persone fisiche, 30% per le aziende, zero incentivi che drogano il mercato ma politiche di defiscalizzazione: se tu vuoi un pannello solare a casa per questi anni pagherai meno tasse, se tu assumi tot persone pagherai meno tasse finché avrai quelle persone con te. Tutto, e dico tutto, ciò che si compra, dal caffè alla casa, può essere scalato dalle tasse. Chi non paga le tasse fortissime punizioni penali.
4) Vedi punto 3;
5) Liberalizzare droghe e prostituzione, realizzare grandi impianti inceneritori, stoccaggio nazionale di rifiuti radioattivi e pericolosi: le mafie si estinguono da sole.
* INNOVARE QUESTO PAESE SIGNIFICA FARVI AUTOGOL *
Da noi la “questione meridionale” è una piaga perennemente aperta. Per affrontarla e risolverla abbiamo impiegato tutti gli strumenti possibili dell’intervento pubblico, collezionando soltanto una serie di fallimenti. — Benvenuti al Sud. Quello vero. | l’Occidentale
Intervistato dal Corriere della Sera riguardo la politica italiana e le prospettive dei sistemi politici mondiali, si è espresso sul Presidente del cosiglio Silvio Berlusconi definendolo un «personaggio superficiale, poco colto, che offre poche credenziali sul piano etico», riconoscendogli tuttavia «un talento politico eccezionale» con «governi che hanno garantito all’Italia ordine, stabilità, continuità»; affermando però che «non sarebbe lì senza le sue televisioni; la sua è la vittoria della cultura dello spettacolo;», «un segno dell’involuzione etica della democrazia, evidente in tutto il mondo: l’Italia ha anticipato una questione che ci riguarda tutti». Sull’opposizione, si è espresso affermando che «la sinistra italiana è un anacronismo», non consapevole «di vivere in un mondo completamente mutato», «vecchia», con «gli stessi uomini» e «idee pensate in tempi remoti» —
Io non la voglio la democrazia dal basso, intesa come troppo basso. Non lo voglio Beppe Grillo e la dittatura dell’ignoranza, l’arroganza in buona fede di questi presupponenti privi di umiltà, sprovvisti del vecchio e sacro timore di avere tutto da imparare, manchevoli di ogni reverenza verso ciò che non sanno, non capiscono, non hanno studiato. Non voglio la convalida politica e culturale dei loro idoli, dei loro comici, dei loro servi di procura, gente che viene adorata perché legittima a posteriori ogni analfabetismo, trasforma ogni giudizio in legittimità di giudizio, ogni apparenza in certezza, ogni capra qualunquista in elettore innocente. Non la voglio la democrazia elettronica degli anonimi, dei frustrati, di chi non perdona ciò che non possiede a chi lo possiede, non sopporto la prosopopea di chi non legge i giornali non perché c’è internet, ma solo perché non li ha mai letti in vita sua. Mi accontenterei - non da solo - di una classe politica che non straparli di «popolo» e poi circoli in auto blu da trent’anni, mi basterebbe, per cominciare, un Parlamento di eletti veri e non quindi di ex portaborse, tirapiedi, segretarie, amanti, incapaci, ansiosi da ricollocamento, vorrei che questi poveretti avessero il problema di piacere alle gente e non solo a Berlusconi, o il problema di piacere alla gente anche senza attaccarlo — Il grillino che è in noi - facci, appunto - Libero-News.it
L’attentato alla Sinagoga di Roma avvenne di sabato mattina, alla fine dello Sheminì Atzeret che chiude la festa di Sukkot. Le famiglie uscivano dal Tempio con i bambini che avevano appena ricevuto la benedizione. Era il 9 ottobre 1982. Una decina di attentatori prima lanciarono delle granate tra la folla, poi si misero a mitragliare. Stefano Tachè aveva solo due anni quel giorno, l’ultimo della sua vita. Solo uno dei suoi assassini fu individuato. Si chiama Osama Abdel Al Zomar. Venne arrestato in Grecia, ma da lì fu spedito in Libia, dove da allora vive indisturbato nonostante le richieste di estradizione da parte dell’Italia. E’ probabile che fornire al colonnello Gheddafi una adeguata scenografia per le sue patetiche pagliacciate (che probabilmente si rivenderà in patria per puntellare la sua reputazione) sia un misero prezzo per le forniture energetiche che ci assicura e per il contrasto all’immigrazione clandestina. Non mi interessa. Mi interesserebbe sapere dov’è Osama Abdel Al Zomar. E mi sarebbe piaciuto che tra i tanti articoli di colore che la nostra libera stampa ha dedicato in questi giorni ai caroselli di Gheddafi e le tante polemiche, qualcuno si fosse ricordato del piccolo Stefano Tachè, morto a due anni nel centro di Roma, perché ebreo. — Solo una domanda, colonnello | Libertiamo.it