Come le pecore

Leggere come i fascisti rossi condividano le parole del primo degli antisemiti non ha prezzo… per tutto il resto c’è MasterCard… volevo dire Carlo Panella

E leggo per scrivere.
Per me leggere è vitale e la domenica, quando qualcosa non va, mi preparo e vado alla Mondadori del centro, secondo piano. Porto un libro o compro un libro, prendo qualcosa da bere e sprofondo in una poltrona. Qualche volta mi addomento, ché la notte leggo fino a tardi. Ma la verità è che dormo perché mi sento serena, protetta dai libri e da chi va a comprarli o solo a sfogliarli. L’ambiente fuori è come il mio ambiente interiore, e così mi sento in pace. Prendo in mano un libro e depongo elmetto e corazza.
(this post was reblogged from boh)
Chiediamo chiarezza. Non chiediamo giustizia, non chiediamo verità, perché sono parole grandi e belle, ma vaghe, parole a cui ognuno può attribuire il significato che preferisce: parole troppo difficili e troppo semplici allo stesso tempo. Sulla vicenda Gugliotta, da queste pagine, invochiamo semplicemente chiarezza. Ci sono molti punti oscuri nel caso di un ragazzo che, nella serata di mercoledì 5 maggio, mentre andava in motorino nel quartiere Flaminio di Roma, è stato attorniato da un nutrito gruppo di poliziotti in assetto antisommossa che non gli hanno risparmiato colpi.
E in effetti confrontando quello che ha detto Grillo con il discorso del suo alter ego, lo psiconano, nello stesso momento a Roma ad uno verrebbe voglia di dire “ragazzi, ma cambiate sceneggiatori!“. Basta cambiare le parole “magistrati” con “politici”, “giustizialismo” con “energia nucleare”, “tasse” con “eolico” e tutto, veramente tutto è un festival del già detto e del già sentito.
Visto che La Cei gioca sporco invitando a votare contro l’aborto, mi ritengo autorizzato a replicare con la stessa eleganza, invitando a non considerare suggerimenti di voto da parte di una comunità ad altissimo tasso di pedofilia.
I neoluddisti italiani sanno benissimo che non è stata internet a portarci la prostituzione, la droga e il bullismo. Quello che non sopportano è il fatto che grazie a internet ci si possa prostituire, drogare o bullare gratis (e che persino i discorsi di Mussolini circolino a un prezzo irrisorio).
C’è un’altra importante ragione, però, per la quale siamo profondamente turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di “segnalazione e rimozione” avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme - ogni singolo testo, foto, file o video - il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire.