Intervistato dal Corriere della Sera riguardo la politica italiana e le prospettive dei sistemi politici mondiali, si è espresso sul Presidente del cosiglio Silvio Berlusconi definendolo un «personaggio superficiale, poco colto, che offre poche credenziali sul piano etico», riconoscendogli tuttavia «un talento politico eccezionale» con «governi che hanno garantito all’Italia ordine, stabilità, continuità»; affermando però che «non sarebbe lì senza le sue televisioni; la sua è la vittoria della cultura dello spettacolo;», «un segno dell’involuzione etica della democrazia, evidente in tutto il mondo: l’Italia ha anticipato una questione che ci riguarda tutti». Sull’opposizione, si è espresso affermando che «la sinistra italiana è un anacronismo», non consapevole «di vivere in un mondo completamente mutato», «vecchia», con «gli stessi uomini» e «idee pensate in tempi remoti»
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