Nel ‘regno’ di Formigoni e di Comunione e Liberazione, dove interrompere una gravidanza nelle strutture pubbliche diventa di giorno in giorno più difficile per gli altissimi livelli di obiezione di coscienza (indispensabile per fare carriera), e dove i primari arrivano a definire “assassine” le donne che abortiscono, non stupisce che si preferisca tornare alla clandestinità