Referendum del 12 e 13 Giugno: i miei 2 cent
Non che debba interessarvi a tutti i costi, ma mi sono deciso a scrivere la mia circa i referendum del 12 e 13 giugno: dopo essermi approfonditamente informato in rete, sui giornali ed in televisione, credo di avere una forte opinione personale dettata dalle conoscenze acquisite durante le mie ricerche unita alle mie idee civiche, economiche, politiche e filosofiche.
Prima di poter esprimere liberamente le mie decisioni circa il prossimo referendum, fatemi scrivere 2 cosine circa la campagna mediatica fatta dai politici e dai sostenitori del “SI” e del “NO”, e circa l’istituto referendario in genere. Intanto comiciate a ricordarvi che la mela è il primo frutto che metto nella mia macedonia e ricordatevi tutti i frutti che inserirò nel testo: alla fine vi spiego.
Se avete voglia di informavi ma non avete tempo per farlo, una buona guida super partes è quella che trovate su “Il Post” a cura di Francesco Costa.
Il referendum: la cagata della democrazia diretta.
La democrazia diretta è il cavallo di battaglia dei populisti, quel magma transpartitico che comprende i fascisti rossi, i comunisti neri, sana retorica DC/CL, una larga fetta della “Padania libera”, i squaglia streghe DiPietristii e la ciliegina sulla torta: i grillini!!!
Questo coacervo di persone, con spesso idee di fondo molto differenti, credono che la democrazia debba essere fatta da individui che innazittutto non leggono i programmi politici, che spesso non hanno conscenze giuridiche, scientifiche, tecniche ed economiche, sono alla ricerca di una entità superiore, che sia lo stato o la padania, che gli pulisca anche il sedere, sono armati di odio, rabbia e frustrazione, odio, rabbia e frustrazione causati dalla loro stessa mediocrità ed irrazionalità, odio, rabbia e frustrazione che i politici usano furbescamente seduti comodi nelle loro poltrone di vitello fumando sigari cubani.
Tanto per essere schematici: ma voi lo fareste scrivere il programma di matematica della scuola dell’obbligo ad un contadino analfabeta della Brianza? Ok, non è il momento di parlare di Borghezio.
Per andare a votare questo referendum bisogna avere la sana pazienza di informarsi, di fermarsi a mangiare una mela, studiare 2 minuti ed una mente abbastanza aperta che ci faccia cambiare idea una volta che l’informazione è stata inglobata nelle nostre opinioni personali se abbiamo capito che avevamo una posizione sbagliata.
I Sostenitori del “SI”: il caimano mangia tutto
Con Berlusconi avete rotto: siete i maggiori responsabili delle vittorie del centrodestra degli ultimi 20 anni. Ne parlate così tanto che non avete più idee, non avete alternative, basate le vostre campagne sull’anti e sul “NO”, che solo per pura ironia, in questo caso è “SI”. Disfattisti ed antimoderni, senza nessuna valida alternativa economica o scientifica che sia.
Credete che l’esito di questo referendum significhi la fine di Berlusconi e del Centro-Destra, ma è un baratto fatto con la pelle degli Italiani.
Tanto per indicare una delle bufale più eclatanti, avete parlato di privatizzazione dell’acqua e non è vero, l’acqua non verrà privatizzata: come dice l’art. 15 del Decreto Ronchi che parla di “piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche”. Vi divertite a mostrare l’esempio di come Parigi sia tornata ad una gestione del servizio idrico tramite una società pubblica, ma poi scordate che nella stessa Parigi la manutenzione della rete è rimasta in mano ai privati, come sia ottima la gestione misto pubblico-privato di Berlino o quella totalmente privata di Londra… Anche a Cuba la società è misto pubblico - privato… a Cuba cazzo.
I Sostenitori del “NO” che idealizzano l’astensione
Sono passati poco più di 65 anni dalla liberazione di questa nazione da una dittatura schifosa, crudele, razzista, sessista e meschina, e voi scordate lo spirito base della democrazia? Che un elettore, un individio qualsiasi goloso di melone, scelga di non andare ha votare è leggittimo, che venga spinto con discorsi retorici, con l’ennesimo richiamo calcistico “noi contro loro”, dai comunisti mangia bambini è di bassa levatura. Sembrate Di Pietro, tanto per offendervi pesantemente.
Invece di parlare dei casi rappresentativi che esistono in Europa, invece di far notare che la privatizzazione della gestione idrica dell’acqua è anche fortemente raccomandata dall’OCSE, invece di parlare dei problemi riscontrati sul territorio italiano sia per la gestione privata, ed enunciarne le possibili soluzioni, sia per la gestione pubblica, vi siete fossilizzati contro un muro di “niente”.
Cosa voto
Lungi da me l’intenzione di voler far cambiare idea a qualcuno: chi la pensa diversamente da me non è sbagliato, minorato, malfidato, interessato, come spesso io vengo additato da una precisa corrente ideologica, come spiegavo sopra, facile da collocare oggi come 500 anni fa quando urlava “Bruciamo la strega!”, e guardate che è transpartitica…
Comunque vi consiglio sempre di leggere questa “Guida ai referendum abrogativi perché fino ad ora non ho trovato un sostenitore del ““SI” che avesse letto il decreto Ronchi.
Calmiamoci, mangiamo del cocco e consieriamo che c’è tantissima disinformazione circa il referendum: ognuno deve e può esprimere le proprie idee attraverso un referendum, ma prima di tutto viene sempre la verità… lo spirito critico e razionale che mi contraddistingue da anni, mi porta a questo facilmente.
Acqua
Per il primo quesito sull’acqua voterò “NO”: perché votando SI verrà abolito il decreto Ronchi che creerà un vuoto normativo rimpiazzato dalle regolamentazione europee che non escludono affatto l’inglesso di privati nell’acqua:
“Se vince il “SI”, a detta delle sentenze 24 e 25 del 12/1/11 della Corte Costituzionale, il vuoto normativo lasciato dalla legge Ronchi dovrà essere sostituito dall’applicazione generalizzata del principio della gara ad evidenza pubblica, pena il mancato rispetto delle norme europee. Ricordiamo che la legge Ronchi integra nella legge italiana le normative suggerite dall’Unione Europea (tuttavia non necessariamente vincolanti), le quali raccomandano che l’affidamento a privati con gara sia la pratica di uso comune. Le norme UE hanno importanza maggiore rispetto alle leggi ordinarie italiane, come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale N.183 del 1973, in applicazione dell’articolo 11 della Costituzione. Uno dei quesiti referendari proposti, quello che prevedeva il divieto totale di affidamento ai privati, è stato infatti ritenuto inammissibile dalla Corte Costituzionale per inutilità, in quanto la vittoria del sì avrebbe riportato in vigore la normativa europea, che prevede l’affidamento con gara pubblica”.
Poi mi sono stufato di veder utilizzati i carrozzoni pubblici come merce di scambio “Voto = Posto di lavoro”.
Per il secondo quesito sull’acqua voterò “NO”: perché il privato, una volta immerso in poche ma sane regole di competitività, avrà sicuramente una parte fondamentale nell’innovazione del servizio idrico: ad esempio l’applicazione della regola Profitti per investimenti. Se vince il “SI” impossibile fare profitti sulla gestione, quindi i privati scapperanno, quindi gli ATO, o chi per loro, dovranno riacquistare le Municipalizzate che diverranno nuovamente terreno per le clientele: e come investiamo 40/60 Miliardi di Euro nei prossimi 20/30 anni per innovare la rete idrica? Dando il posto di lavoro all’amico di? Al fratello di? Alla moglie di? Aumentiamo le tasse? Ancora? Poi non diciamo che le imprese italiane vanno in Cina, che quelle straniere non investono in Italia e che c’è troppa disoccupazione ed i giovani restano a casa a mangiarsi le ciliegie.
L’Acqua è un bene prezioso, forse il più prezioso, e lo vogliamo svendere a due lire? Per lavare la macchina in giardino con litri e litri di acqua? Per annaffiare un’aiuola di un metro quadrato? L’acqua deve costare di più altrimenti gli sprechi non cesseranno mai e senza profitto niente investimenti, senza investimenti niente innovazione. E più la utilizzi più la devi pagar caro, al contrario, più sei parsimonioso meno la devi pagare.
Per farmi un idea circa cosa votare sui questiti dell’acqua ho utilizzato le seguenti fonti.
- Forte raccomandazione dell’OCSE
- Le informazioni basilari per combattere le principali diffamazioni e bugie mediatiche sentite in questa campagna;
- Gli approfondimenti alle stesse con le relative fonti;
- Le osservazioni dell’associazione ambientalista “Amici della Terra”, che comunque sono contrari al nucleare, tanto perché non mi si dica che sento le campane solo se suonano da un verso;
- Una delle associazioni a favore del “NO”;
- La seconda associazione a favore del “NO”, che sostengo.
Nucleare
Premetto che questo referendum è vuolto, finto, inutile, come vi piace chiamarlo… non è niente. Perché faccio queste affermazioni? Perché il governo con una mossa furba, poco elegante e che mi lascia molti dubbi sulla leggittimità della stessa, ha abrogato le due norme oggetto del referendum. La corte di cassazione ha deciso di tenere lo stesso il referendum ed ha riscritto la domanda: praticamente ora si vota se volete che vengas utilizzata (NO) o non utilizzata “(SI)” la “Strategia energetica nazionale” del 2008?
Non significa addio al Nucleare: se Di Pietro, facciamo i dovuti scongiuri, diventasse Presidente del Consiglio e decidesse una nuova “Strategia energetica nazionale” con le Centrali Nucleari, sarebbe liberissimo di farlo. Ed, udite udite, sarebbe democratico, leggittimo e costituzionale, tanto per evitare da subito certi slogan. Ho una grande voglia di fragole.
Comunque io voterò “NO”: la situazione acerba circa la ricerca sulle rinnovabili, che comunque voglio e sostengo, i paletti del Protocollo di Kyoto sull’uso dei combustibli fossili, che comuque sono sul viale del tramonto, mi spinge per logicità a scegliere il nucleare. Non vedo perché dovrei rinunciarvi: un deposito per le scorie dobbiamo costruirlo comunque per quelle che abbiamo. Le nazioni vicine hanno tutte impianti nucleari, quindi anche noi saremmo comunque coinvolti in un probabile incidente. I gravi incidenti sono accaduti per eventi particolramente catastrofici quanto statisticamente irrilevanti o perché le centrali erano sotto il controllo di violente dittature. Perché preferisco acquistare compbustibile nucleare dall’Australia piuttosto che Gas e Petrolio da Putin e dai fondamentalisti Islamici.
Perché voto con la testa, valutando pro e contro di ogni energia, e non con la pancia come si fece con Chernobyl o come si vuole fare ora con Fukushima.
Ammetto di avere numerosi dubbi sugli effettivi costi pubblici nella costruzione delle centrali nucleari, cosa che difficilmente sono riuscito a capire sul web, ma mi infastidiscono tantissimo anche gli incetivi statali per le rinnovabili, anzi propongo un referendum per formulare un disegno di legge: gli incentivi alle rinnovabili devono essere solo fiscali, ammortamento dell’impianto quinquiennale/decennale su quanto debbo pagare al fisco, unito ad un bonus sulle tasse ogni tot. energia prodotta. Ma Verdini non vi ha insegnato nulla? Ma non vi fanno schifo i campi tolti all’agricoltura per fare i “Parchi Solari”? Ma se i soldi per gli incentivi statali alle rinnovabili venivano utilizzati per fare ricerca sul fotovoltaico? Non era meglio? Tra 100 anni forse sarebbe tornata utile! E il debito pubblico era sano e salvo.
Rimanendo sulle rinnovabili, invece del fotovoltaico io punto su Geotermia di ultima generazione, Come Google, oppure sull’eolico di alta quota piuttosto come KiteGen o Twind. Il fotovoltaico potrà, anzi sicuramente avrà, un ruolo fondamentale tra 50/100 anni.
Comuque è in gioco la ricerca Nucleare: i nostri ingegneri e fisici, che costruiscono centrali nucleari da oltre mezzo secolo, devono lavorare e ricercare per il nostro paese, non migliorare le condizini di vita delle altre nazioni. Voglio il Rubbiatron nella mia nazione perché ho uno dei migliori fisici del mondo. Poi stiamo parlando del piano piano energetico di uno dei paesi del G8, la cui economia non è prosperosa e che oltre la mal organizzazione interna dovrà farsi valere nel confronto con nuove realtà economiche come India, Cina, Brasile, Russia: nucleare voto “NO”, quindi favorevole.
Per la mia scelta mi ha convinto:
- ASPO Italia, Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio;
- Referendum Nucleare: io non ci sto | Effetto Cassandra;
- Sui Referendum: fuori dai denti. Mi sono attaccato addirittura a Gennaro Carotenuto;
- La cazzata atomica di Berlino by libertiamo ;
- Germania: mai più nucleare? I dubbi de “Il Post” alla scelta tedesca.;
- Asociazione Ambientalisti per il Nucleare, si ambientalisti.
Leggittimo impedimento
Altro quesito inutile: le modifiche effettuate al leggittimo impedimento dalla corte costituzionale nel gennaio passato, stabiliscono che è il giudice a decidere che gli impegni del Presidente del Consiglio o dei Ministri sono d’impedimento all’udienza: quindi Berlusconi e Gang al seguito già potrebbero essere trattati come qualsiasi cittadino.
La mia posizione: secondo me la magistratura in Italia è una cagata pazzesca: politicizzata e deviata. Certo fare di tutta l’erba un fascio è ancora peggio, però una parte della magistratura di questo paese la vedo bene con Putin. Ancora ricordo l’avviso di Garanzia a Berlusconi in diretta televisiva mondiale. L’idio nei confronti di Berlusconi ha fatto fare una figura pessima a tutta la nazione. Che cagata pazzesca, considerando poi che è tutto finito a tarallucci e vino, vino di uva ricorda. Quindi, normalmente, direi che un presidente del Consiglio, votato dalla maggior parte delle persone di una nazione, deve poter governare tranquillamente: è una questione importante per le sorti di tutto un paese.
Questo “Leggittimo impedimento” è invece tagliato e creato apposta per questo governo: per Berlusca e per i suoi amici ministri… veramente “ad personam”. Voto “SI”
Per scegliere circa questo questito ho letto come era la legge prima e dopo l’intervento della cassazione.
Se avete qualcosa da dirmi circa quanto scritto, gentilmente commentate il post, oppure su Facebook, twitter o per email, ma prima inserite i frutti che ho messo la macedonia: così capirò se avete veramente letto tutto e siete degni di considerazione.
Questo è quanto
Le mie decisioni sono state lunghe e ben studiate, quest post invece è stato scritto di getto: non fate i GrammarNazi che è inutile e poco costruttivo.
Tutto qui, perché non mi piace dire “Perché SI”, “Perché NO”, ma voglio sempre dare una motivazione alle mie decisioni. Ricordatevi: informatevi prima di decidere, ma decidete per il bene del vostro paese, una bene per la razionalità… Una vita felice a tutti.